Che cos'è l'Autismo

 

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L’autismo viene considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo pervasivo dello sviluppo. Il DSM-V identifica due ambiti all’interno dei quali ricercare i segni e i sintomi del disturbo: la presenza di DEFICIT DELLA COMUNICAZIONE E INTERAZIONE SOCIALE (ad esempio assenza di reciprocità emotiva, deterioramento nell’uso di comportamenti non verbali...) e la presenza di COMPORTAMENTI, INTERESSI O ATTIVITA' RISTRETTI O RIPETITIVI.

L’autismo è un handicap grave che pur accompagnandosi ad un aspetto fisico normale coinvolge diverse funzioni cerebrali e perdura per tutta la vita. Inoltre le persone autistiche possono presentare problemi di comportamento. 

L’autismo è talvolta associato a disturbi neurologi aspecifici, come l’epilessia, o specifici, come la sclerosi tuberosa, la sindrome di Rett o la sindrome di Down.

 

Ulteriori approfondimenti sull'autismo si possono trovare nella sezione "Materiali"

 

 

INCIDENZA

quasi 1% della popolazione pediatrica e adulta

FONTE: statistiche Organizzazione Mondiale della Sanità e del CDC (Centre for Disease Control), massimo organo di indagine epidemiologica degli  Stati Uniti

 

DIAGNOSI

La diagnosi può essere posta con certezza a partire dai 18 mesi (Baron-Cohen, 1992) ed è fondamentale ottenerla il prima possibile per poter avviare trattamenti comportamentali intensivi e precoci che permettano al bambino di migliorare in fretta le sue abilità.

 

QUALI SONO LE CAUSE?

Esistono varie ipotesi sulle quali si stanno facendo ricerche: disturbi nelle aree cerebrali, disfunzioni genetiche, conseguenze dei metalli pesanti all’interno dell’organismo, intolleranze alimentarie asintomatiche, ... 

Ciononostante, non si è ancora scoperta nessuna causa determinante ne conclusiva che derivi dall’insieme di queste ricerche scientifiche che hanno come obiettivo l'individuazione di una causa genetica o fisiologica.

Associato o non a delle cause organiche, l’autismo è riconoscibile dai sintomi che impediscono o pongono delle serie difficoltà al bambino nelle aree dell'interazione, della comunicazione, del comportamento e degli interessi.

 

QUALI SONO I SINTOMI?

L'autismo è caratterizzato da una grande eterogeneità interna, sempre più spesso infatti si parla di Disturbo dello Spettro Autistico, ma le sue diverse manifestazioni sono sempre correlate ad una diade sintomatologica:

Compromissione qualitativa della COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE che può presentarsi sottoforma di assenza di linguaggio, di deficit degli svariati codici comunicativi che regolano le nostre interazioni sociali (sorriso, mimica, atteggiamento posturali, alterazioni della prosodia, inversioni pronominali, ...) o di anomalia nell'uso del linguaggio verbale (difficoltà ad iniziare e sostenere una conversazione, comprensione letterale, difficoltà prosodiche, argomenti ripetitivi, ...). Anomalie qualitative dell' INTERAZIONE SOCIALE rappresentate da difficoltà nei rapporti interpersonali, dalla mancanza di condivisione e scambi, scarsa reciprocità, ricerca di contatti esagerati o bizzarri, ovvero da atteggiamenti interattivi non in linea con l’età di sviluppo dell’individuo, che possono portarlo ad un graduale isolamento sociale.

Repertorio ristretto, ripetitivo e stereotipato di GIOCHI, INTERESSI E COMPORTAMENTI che si manifesta con movimenti stereotipati, preoccupazioni ossessive verso un attività o un tema,  estrema difficoltà nel cambiare abitudine, rigidità comportamentali, iperattività e difficoltà nella focalizzazione attentiva.

 

ESISTONO DEI TRATTAMENTI PER L'AUTISMO?

L'autismo non è "curabile", ma molti sono gli strumenti a nostra disposizione per poter insegnare alle persone con autismo ad essere autonome, a sviluppare il linguaggio o altre forme di comunicazione, ad interagire con gli altri in modo adeguato, ad ampliare i propri interessi e gestire le proprie manifestazioni comportamentali per portare al miglioramento della qualità della vita della persona e della sua famiglia. 

I metodi cognitivi - comportamentali permettono di raggiungere questi obiettivi di rieducazione lavorando su tutte le aree di sviluppo della persona e stimolandone costantemente la crescita e l'apprendimento individuale. Sono quelli più supportati dalla ricerca scientifica internazionale, che ne hanno dimostrato la validità e l'efficacia nel trattamento delle persone con disturbi autistici.

 

“Avrai sempre l’opportunità di relazionarti con me se capisci i miei bisogni e la mia maniera così particolare di capire la realtà. Non sono soltanto un’autistico, ma sono anche un bambino, un adolescente, un adulto. Condivido molte delle cose dei bambini, degli adolescenti e degli adulti che voi chiamate normali. La mia vita può essere soddisfacente se semplice ed ordinata, tranquilla, se non mi chiedi in continuazione di fare solo cose che sono difficili per me. Essere autistico è un modo di essere, anche se non è quello normale, la mia vita di autistico può essere così bella e felice come la tua che sei “normale”. Le nostre vite si possono incontrare perché ci sono molte più cose che ci possono unire che non dividere.”

      Angel Riviere, "Sono affetto da autismo, ecco cosa mi piacerebbe dirti"

 

 

 

 

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comunicato stampa del presidente della Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle Loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia

Il caso della mamma friulana che piange per la sospensione del servizio di aiuto alla propria figlia con autismo, a causa dei ritardi nei pagamenti dell’azienda sanitaria ad una struttura privata del territorio, impone alla Consulta Regionale delle Persone con Disabilita e le loro Famiglie, assieme all’associazione Progettoautismo fvg, una serie di riflessioni
La prima, riguarda la carenza o la mancanza di servizi per l’autismo sul territorio friulano; la problematica non è solo regionale, ma questo non ci conforta.
Mancano buoni servizi erogati con continuità, sia per i bambini sia per i ragazzi. Non parliamo poi, del trattamento riservato agli adulti o per il dopodinoi. Tale situazione è molto grave e riguarda centinaia di persone.
Tutto questo è inaccettabile perché, crea monopoli di servizi, non sempre di qualità. Pertanto la Regione FVG, le Aziende Sanitarie e i Comuni, dovrebbero essere impegnati con decisione e concretezza a far crescere nuove realtà pubbliche e di privato sociale, con standard tariffari equi che possano erogare servizi ad una realtà che, se trascurata rischia di implodere con conseguenze devastanti per tutti.

L’autismo non è una disabilità che si può gestire solo in famiglia: è una condizione grave , che occupa 24 ore su 24 le famiglie. Molti sono costretti sempre a casa, perché non hanno avuto le necessarie ore di riabilitazione o perché il loro figlio non può frequentare i centri diurni, non sempre attrezzati ad accoglierlo.
Quello che ci preoccupa, è la difficoltà di comprensione delle gravità delle condizioni di chi vive l’autismo, da parte di coloro che sono preposti all’attuazione dei piani sociosanitari: noi genitori, abbiamo bisogno di istituzioni che capiscano a fondo i nostri problemi.

Ai politici diciamo che non basta affermare che i fondi sono pochi: interroghiamoci seriamente se questi soldi siano piuttosto spesi bene, in progetti anche coraggiosi, in grado di soddisfare quanto chiede il territorio.

Ci appelliamo alla serietà dei funzionari che presiedono i territori: siete voi l’ago della bilancia, se mancate nei controlli e nell’efficienza a promuovere nuovi servizi, saltano i cardini che tengono in piedi le porte delle nostre case dell’autismo.

Mettere la testa sotto la sabbia, contrapporsi sterilmente e rigidamente ad ogni novità e ad ogni richiesta legittima, senza dialogare e proporre soluzioni alternative, non aiuterà nessuno.

Quello che dovrebbe insegnarci il pianto a dirotto di questa mamma, non è la compassione, ma la convinzione che in Friuli Venezia Giulia ci vuole velocemente l’istituzione di una TASK FORCE DI RETE, con le associazioni di persone con disabilità che la Consulta rappresenta, anche nell'ambito del Tavolo Tecnico che si sta per aprire in sede regionale.. Le Istituzioni regionali, le UTI ed i Comuni, assieme alle aziende sanitarie, si occupino davvero di promuovere SERVIZI CONCRETI, MISTI FRA PRIVATO SOCIALE E PUBBLICO CON TARIFFE EQUE MONITORATI DALLA REGIONE PER EFFICACIA ED EFFICIENZA. SERVIZI INNOVATIVI CHE POSSANO ESSERE SPERIMENTATI CON SNELLEZZA BUROCRATICA, E CON CARICHI ECONOMICI SOSTENIBILI , perché l’autismo non aspetta, l’autismo non ci permette di fare con calma, l’autismo ci impone di essere seri, veri, efficienti ed onesti.
Vincenzo Zoccano

 

LINK ALL'ARTICOLO DI SUPERANDO

http://www.superando.it/2017/05/08/autismo-comprendere-la-gravita-della-situazione-e-fare-qualcosa-subito/

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